L’annuncio dell’avvio della sperimentazione dell’euro digitale rappresenta uno dei passaggi più significativi dall’inizio del progetto promosso dalla Banca Centrale Europea. Dopo anni di studi, consultazioni pubbliche e definizione dell’architettura normativa, il progetto entra infatti in una fase concreta: circa quaranta intermediari finanziari europei e diecimila cittadini volontari saranno coinvolti in una sperimentazione che consentirà di effettuare pagamenti reali attraverso la nuova valuta digitale emessa dalla banca centrale.

Per il sistema bancario italiano si tratta di un passaggio di particolare rilievo. Tra gli operatori indicati per la partecipazione figurano Intesa Sanpaolo (attraverso Isybank), UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Iccrea Banca, Banca Sella, Nexi e Numia. Il loro compito non sarà quello di emettere moneta – prerogativa che continuerà ad appartenere esclusivamente all’Eurosistema – bensì quello di svolgere il ruolo di intermediari, gestendo i portafogli digitali dei clienti, effettuando le procedure di identificazione, consentendo i pagamenti e verificando il funzionamento dell’infrastruttura tecnologica in condizioni operative reali.

L’avvio della sperimentazione conferma come il progetto dell’euro digitale non rappresenti più una semplice ipotesi di lavoro ma un percorso ormai definito nelle sue principali tappe. Resta tuttavia subordinato all’approvazione definitiva del quadro legislativo europeo, elemento indispensabile affinché la nuova forma di moneta possa essere introdotta nell’ordinamento dell’Unione.

Su questo tema Parole in Economia ha già dedicato ampio spazio di approfondimento. Nell’articolo “Il nuovo regolamento europeo sull’uso del contante: tra principi di libertà e derive regolatorie” (28 aprile 2025) era stato evidenziato come la tutela del contante costituisca non soltanto una questione economica, ma soprattutto un principio di libertà individuale. Successivamente, nell’articolo “Euro digitale e contante: la libertà economica si misura dal diritto di scegliere” (10 luglio 2026), l’attenzione si era spostata sul progetto della BCE, sostenendo che l’innovazione tecnologica non dovesse tradursi nella progressiva marginalizzazione della moneta fisica.

Gli sviluppi delle ultime settimane sembrano confermare la centralità di questa impostazione. Sia la Banca Centrale Europea sia il Parlamento europeo hanno infatti ribadito che l’euro digitale dovrà integrare il contante e non sostituirlo. Christine Lagarde ha più volte dichiarato che le due forme di moneta dovranno convivere stabilmente, mentre il Parlamento europeo, nell’ambito del negoziato legislativo, ha sottolineato la necessità di garantire ai cittadini la possibilità di continuare a scegliere liberamente il mezzo di pagamento preferito.

È proprio questo il punto che merita la maggiore attenzione. Dal punto di vista strettamente tecnologico, l’euro digitale rappresenta un’evoluzione naturale dei sistemi di pagamento. Potrebbe ridurre i costi delle transazioni, rafforzare l’autonomia strategica europea rispetto ai grandi circuiti internazionali e offrire ai cittadini una forma di moneta della banca centrale utilizzabile anche nell’economia digitale.

La questione realmente decisiva, tuttavia, non riguarda la tecnologia ma il diritto.

Una democrazia economica matura dovrebbe garantire che nessun cittadino sia obbligato, direttamente o indirettamente, ad utilizzare un determinato strumento di pagamento. La libertà economica non consiste nel preferire il contante o il digitale, bensì nel poter scegliere senza condizionamenti l’uno o l’altro.

È una riflessione che assume un significato ancora maggiore osservando la composizione della sperimentazione. La presenza contemporanea delle principali banche commerciali e dei maggiori operatori specializzati nei pagamenti elettronici dimostra che l’obiettivo della BCE non è sostituire il sistema bancario, ma costruire una nuova infrastruttura monetaria nella quale gli intermediari continueranno a svolgere un ruolo centrale. Allo stesso tempo, la sperimentazione servirà a valutare anche gli effetti che un eventuale trasferimento di liquidità verso l’euro digitale potrebbe produrre sulla raccolta bancaria e, di conseguenza, sulla capacità delle banche di finanziare famiglie e imprese.

Rimane infine una riflessione di carattere più generale, già affrontata più volte sulle pagine di Parole in Economia richiamando il pensiero del professor Giacinto Auriti. La questione monetaria non riguarda esclusivamente gli strumenti tecnici attraverso i quali si effettuano i pagamenti, ma investe il rapporto tra moneta, sovranità, proprietà e cittadinanza. Secondo tale impostazione, ciò che assume rilevanza non è la natura pubblica o privata dell’emittente, bensì il riconoscimento della proprietà della moneta in capo al popolo.

Pur trattandosi di una visione dottrinale distinta dall’attuale assetto dell’Eurosistema, essa continua ad offrire uno stimolo culturale importante nel dibattito contemporaneo, ricordando che ogni innovazione monetaria dovrebbe essere valutata non soltanto sotto il profilo dell’efficienza, ma anche alla luce dei diritti e delle libertà dei cittadini.

La fase pilota che prenderà avvio nel 2027 costituirà quindi un banco di prova fondamentale. Sul piano tecnologico sarà chiamata a dimostrare affidabilità, sicurezza e semplicità d’utilizzo. Sul piano giuridico e politico dovrà invece dimostrare che innovazione e libertà possono realmente convivere. Perché il vero indicatore del successo dell’euro digitale non sarà il numero delle transazioni effettuate, ma la capacità dell’Europa di preservare il diritto di ogni cittadino a scegliere liberamente come utilizzare la propria moneta.

Fonti

  • Banca Centrale Europea (ECB), progetto “Digital Euro”.
  • Parlamento europeo, proposta di regolamento sull’euro digitale.
  • Commissione europea, Digital Euro Package.
  • Open, Euro digitale, come funzionerà la sperimentazione: 40 banche, 10mila volontari e pagamenti reali (10 luglio 2026).
  • ANSA Economia e Radiocor – Il Sole 24 Ore, informazioni sulla fase pilota e sugli intermediari partecipanti.

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