Quando si parla di mercato elettrico europeo, ci si trova davanti a un meccanismo che, pur nella sua apparente semplicità, cela enormi conseguenze economiche e sociali: il sistema del “merit order”. Questo modello, adottato in tutti i Paesi dell’Unione, stabilisce che il prezzo dell’energia elettrica venga fissato dall’ultima fonte di produzione necessaria a coprire la domanda. Poiché, nella maggioranza dei casi, si tratta di centrali a gas, il costo dell’elettricità è inevitabilmente legato all’andamento del mercato del gas naturale.
Tale collegamento ha funzionato senza scosse fino a quando i prezzi del gas sono rimasti relativamente stabili. Con la crisi energetica del 2021-2022, però, scatenata dal conflitto russo-ucraino e dalla conseguente riduzione delle forniture, il costo del gas ha conosciuto impennate mai viste in epoca recente. Di riflesso, anche l’elettricità ha visto lievitare i propri prezzi, in maniera a tratti scollegata dalla realtà dei mix produttivi nazionali, soprattutto in quei Paesi che già producevano una quota significativa della propria energia da fonti rinnovabili o nucleari.
È in questo scenario che si colloca la cosiddetta “Iberian Exception”, l’eccezione concessa a Spagna e Portogallo dalla Commissione Europea nel giugno 2022. Si tratta di un provvedimento straordinario, temporaneo, con cui i due Paesi della Penisola iberica hanno ottenuto la possibilità di applicare un tetto al prezzo del gas utilizzato nella produzione di elettricità, compensando successivamente i produttori per i costi eccedenti. In pratica, si è trattato di un disaccoppiamento parziale e controllato, volto ad alleggerire le bollette di famiglie e imprese.
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Perché solo Spagna e Portogallo?
Molti si sono chiesti per quale motivo l’Unione abbia consentito questa deviazione dalle regole comuni soltanto a due Stati membri. Le ragioni sono almeno tre, e tutte ben documentate.
1. Isolamento energetico
La Penisola iberica rappresenta un vero e proprio “isolotto” nel panorama elettrico europeo. Le interconnessioni con la Francia sono minime: appena il 2-3% della capacità installata. In altri termini, Spagna e Portogallo sono poco integrati nel mercato unico europeo dell’energia. Questo isolamento ha due conseguenze rilevanti: da un lato impedisce di beneficiare appieno delle interconnessioni per stabilizzare i prezzi, dall’altro riduce il rischio che una misura eccezionale adottata a livello nazionale provochi distorsioni o arbitraggi di prezzo negli altri Stati membri. È stata proprio questa caratteristica a convincere Bruxelles che l’esperimento sarebbe rimasto “confinato” entro i confini iberici.
2. Elevata quota di rinnovabili
Il mix energetico di Spagna e Portogallo è caratterizzato da una forte presenza di eolico, solare e idroelettrico. Già nel 2021 oltre il 60% della produzione elettrica spagnola proveniva da fonti non fossili, percentuale ancora più elevata in Portogallo. In questi contesti, l’incidenza del gas è più limitata rispetto a Paesi come l’Italia o la Germania, che dipendono maggiormente da centrali termoelettriche a gas. Pertanto, scollegare il prezzo dal gas non significava destabilizzare l’intero sistema, ma solo correggere un’anomalia di mercato: il fatto che una fonte marginale e minoritaria determinasse il prezzo complessivo.
3. Pressione sociale e politica
La crisi energetica ha colpito duramente le economie iberiche, caratterizzate da una struttura produttiva con molte piccole e medie imprese e da una popolazione particolarmente esposta agli aumenti delle bollette. I governi di Madrid e Lisbona hanno fatto pressione sulla Commissione, argomentando che la loro situazione rappresentava un caso specifico che richiedeva un trattamento diverso. L’Unione, anche per ragioni politiche, ha accolto la richiesta, trasformando la Penisola iberica in un laboratorio regolatorio: sperimentare un disaccoppiamento dei prezzi senza minacciare la coerenza del mercato interno.
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Gli effetti dell’eccezione
Nei mesi successivi all’introduzione della misura, Spagna e Portogallo hanno registrato una riduzione significativa del prezzo dell’elettricità rispetto alla media europea. Le bollette di famiglie e imprese hanno beneficiato di un alleggerimento immediato, pur a fronte di un costo fiscale legato alle compensazioni riconosciute ai produttori di gas.
Dal punto di vista politico, l’esperimento ha rafforzato la posizione dei governi iberici e ha alimentato il dibattito europeo sulla necessità di riformare strutturalmente il mercato elettrico. La domanda, a questo punto, non è più se il legame tra elettricità e gas vada mantenuto, ma come e con quali strumenti modificarlo.
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Una lezione per l’Europa
L’eccezione iberica ha dimostrato che il disaccoppiamento è possibile, ma non privo di costi e conseguenze. Non può essere replicato automaticamente in Paesi più interconnessi, come l’Italia o la Germania, dove gli effetti di un price cap al gas potrebbero propagarsi al resto del continente, distorcendo il mercato unico. Tuttavia, ha aperto una breccia politica e culturale: non è più un tabù immaginare un mercato elettrico in cui le rinnovabili non vengano pagate al prezzo dettato dal gas, ma valorizzate secondo il loro reale costo di produzione.
In questo senso, Spagna e Portogallo hanno avuto il ruolo di pionieri, trasformando un’emergenza in opportunità di riforma. La loro esperienza sarà fondamentale per orientare le prossime decisioni dell’Unione Europea, chiamata a ridisegnare un mercato che dovrà essere sempre più coerente con la transizione energetica in corso.
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Conclusione
Scollegare il prezzo dell’elettricità da quello del gas non è un’operazione tecnica, ma una scelta di politica economica. L’Iberian Exception insegna che, con le giuste condizioni strutturali — isolamento energetico, peso delle rinnovabili, contesto politico favorevole — si può intervenire senza rompere l’architettura complessiva del mercato. Ma dimostra anche che ogni Paese ha le proprie peculiarità: ciò che è stato possibile per Spagna e Portogallo non può essere copiato meccanicamente altrove.
Piuttosto, l’Europa deve cogliere il segnale: il tempo del legame indissolubile tra elettricità e gas si sta esaurendo. La transizione energetica richiede nuovi modelli di formazione dei prezzi, capaci di premiare le fonti pulite e di proteggere cittadini e imprese da shock esterni. L’esperimento iberico, in questo senso, rappresenta il primo passo di un percorso che l’Unione non potrà più rinviare.

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