Una stima scientifica dei costi sociali tra finanza, sanità, alimentazione e fisco
C’è un modo semplice per capire se l’informazione ha un costo economico reale: chiedersi chi paga quando è sbagliata, incompleta o fuori contesto.
Perché il problema non è solo che una notizia venga smentita a posteriori. Il problema è l’effetto che quella notizia produce prima della smentita: decisioni finanziarie affrettate, scelte sanitarie rinviate o mal calibrate, comportamenti alimentari distorti, percezioni errate del fisco.
A quel punto la domanda non è più etica, ma tecnica:
quanto benessere collettivo (welfare) perdiamo — in termini di salute, produttività, stabilità economica e spesa pubblica — quando l’informazione è cattiva o parziale?
La letteratura scientifica risponde in modo sorprendentemente coerente. E la risposta è questa: il costo non sparisce mai. Semplicemente non ricade su chi informa, ma sulla collettività.
1) Finanza e banche: quando l’informazione muove miliardi
In finanza l’informazione non è solo descrittiva: è operativa. Aggiorna aspettative e quindi prezzi.
Se è falsa o incompleta, il prezzo si muove comunque — e quel movimento genera perdite reali.
1.1. Fake news e mercati
Numerosi studi basati su event study mostrano che notizie false o fuorvianti producono:
- volatilità anomala,
- volumi di scambio artificiali,
- riallocazioni di capitale inefficaci.
Anche quando il prezzo “torna” al valore fondamentale, nel frattempo si sono verificati:
- scambi a prezzi distorti,
- costi di copertura più alti,
- perdita di fiducia e liquidità.
Il danno non è teorico: colpisce fondi pensione, piccoli investitori, imprese che si finanziano sul mercato.
1.2. Banche e panico informativo
Il caso dei bank run coordinati via social media ha mostrato che anche informazioni vere ma decontestualizzate (ad esempio dati di bilancio senza spiegazione su liquidità e duration) possono innescare dinamiche di panico.
Qui il costo collettivo diventa sistemico:
- interventi pubblici d’emergenza,
- restrizione del credito,
- aumento del rischio percepito,
- effetti su investimenti e occupazione.
Ancora una volta, il danno non è pagato da chi diffonde l’informazione, ma dal sistema nel suo complesso.
2) Sanità: quando l’informazione imperfetta produce costi presenti e futuri
La sanità è l’ambito in cui i costi della cattiva informazione sono più misurabili, perché esistono:
- esiti clinici osservabili,
- costi sanitari standardizzati,
- metodologie consolidate di valutazione economica.
2.1. Disinformazione e mancata vaccinazione
Uno dei casi più studiati è quello della vaccinazione COVID.
Un’analisi del Johns Hopkins Center for Health Security ha stimato che, negli Stati Uniti:
- la non-vaccinazione volontaria ha prodotto circa 1 miliardo di dollari al giorno di danno economico;
- una quota prudente del 5–30% è attribuibile a mis/disinformazione.
Risultato: 50–300 milioni di dollari al giorno di costi imputabili a informazione distorta o fuorviante.
La forza dello studio non è l’assenza di incertezza, ma la sua esplicita dichiarazione: il calcolo è per scenari, non per dogmi.
2.2. Il nodo spesso rimosso: efficacia reale inferiore alle attese
Nel dibattito pubblico si è spesso usata una categoria impropria: vaccini “validi” o “invalidi”.
Dal punto di vista scientifico ed economico questa dicotomia non esiste.
Alcuni vaccini COVID successivamente ritirati dal mercato europeo non sono stati dichiarati inefficaci dalle autorità regolatorie: il ritiro è avvenuto su richiesta delle aziende, per motivi prevalentemente commerciali, come documentato dall’Agenzia europea per i medicinali.
Il vero problema economico non è l’invalidità, ma la riduzione del beneficio atteso dovuta a:
- efficacia iniziale più bassa del previsto,
- waning (calo della protezione nel tempo),
- mismatch con le varianti,
- protezione incompleta dall’infezione pur mantenendo protezione dagli esiti gravi.
In sanità pubblica questo non è un fallimento binario, ma una perdita di efficacia marginale.
2.3. Esistono stime dei costi del “mancato funzionamento”?
Non esistono studi seri che dicano:
“il vaccino X non ha funzionato → costo Y”.
Esistono però modelli di costo-efficacia che incorporano:
- efficacia reale osservata,
- scenari di waning,
- diverse intensità epidemiche.
Questi modelli mostrano che quando l’efficacia contro infezione diminuisce:
- aumentano le infezioni breakthrough,
- crescono i costi sanitari diretti (visite, ricoveri),
- aumentano i costi indiretti (assenze lavorative, produttività persa).
Il risultato non è che il vaccino diventa inutile, ma che la soglia di convenienza economica si restringe, concentrandosi soprattutto su anziani e soggetti fragili.
2.4. Il vero costo futuro: Long COVID
Il capitolo più rilevante — e meno comunicato — riguarda le conseguenze post-acute.
La letteratura mostra che:
- una quota non trascurabile di infezioni (anche non gravi) porta a sintomi persistenti;
- il Long COVID è associato a:
- maggiore utilizzo di servizi sanitari,
- riduzione della capacità lavorativa,
- uscita dal mercato del lavoro.
Le stime macroeconomiche (USA, UK, UE) indicano:
- aumento strutturale della spesa sanitaria,
- impatto negativo su PIL e occupazione,
- costi futuri che superano quelli della fase acuta.
Dal punto di vista informativo, il punto chiave è questo:
se l’informazione induce a sovrastimare una protezione “totale”,
o a sottovalutare il rischio residuo di infezione,
il risultato è un aumento cumulativo delle infezioni
e quindi dei costi futuri, anche in presenza di vaccini efficaci sugli esiti gravi.
2.5. Eventi avversi e costi di gestione
Esistono anche costi legati a eventi avversi rari, documentati da studi multinazionali su grandi database.
Dal punto di vista economico:
- questi costi vengono gestiti tramite sistemi sanitari e meccanismi di compensazione;
- l’incidenza è bassa, ma l’impatto individuale può essere elevato.
Anche qui, la cattiva informazione ha un doppio effetto negativo:
- se minimizza → erode fiducia e trasparenza;
- se amplifica → induce rinuncia a strumenti che restano, in media, costo-efficaci per specifici gruppi.
3) Alimentazione: rumore informativo e costi cronici
Nel campo dell’alimentazione la causalità è più lunga, ma i numeri sono enormi.
Le patologie legate a dieta e obesità generano centinaia di miliardi l’anno di costi sanitari e produttività persa nei paesi OCSE.
La letteratura mostra che:
- informazione nutrizionale confusa,
- claims fuorvianti,
- narrazioni mediatiche polarizzate
peggiorano la qualità delle scelte, anche senza mentire esplicitamente.
Il costo qui è differito, ma strutturale: più cronicità oggi significa più spesa pubblica domani.
4) Fisco: il prezzo dell’ignoranza informativa
Sul fisco la prova causale è diretta.
Esperimenti su larga scala mostrano che:
- correggere informazioni errate aumenta la compliance;
- framing e percezioni sbagliate alterano consenso e comportamento.
L’informazione distorta sul fisco produce:
- minore gettito,
- maggiore evasione “giustificata”,
- politiche pubbliche meno efficienti.
Il costo collettivo è duplice: meno risorse e decisioni peggiori.
5) Il filo comune: un’esternalità informativa
In tutti i settori analizzati emerge lo stesso schema:
- l’informazione cattiva non è gratuita;
- genera scelte sub-ottimali;
- produce costi diffusi e ritardati;
- non viene pagata da chi la produce, ma da cittadini, pazienti, contribuenti.
In economia questo ha un nome preciso: esternalità negativa.
Finché:
- il costo dell’errore informativo non viene internalizzato,
- e la correzione non ha lo stesso peso dell’errore,
il sistema continuerà a produrre informazione razionalmente sub-ottimale.
Conclusione
Dal punto di vista scientifico, la cattiva o parziale informazione non è un problema astratto.
È una inefficienza economica misurabile, con costi che emergono:
- nei mercati finanziari,
- nei bilanci sanitari,
- nella produttività,
- nella qualità delle politiche pubbliche.
Il paradosso finale è semplice:
la verità completa è spesso più costosa per chi informa,
ma sempre più economica per la società nel lungo periodo.
Fonti
Economia dell’informazione e media bias (quadro teorico)
- George Akerlof (1970), The Market for “Lemons”, Quarterly Journal of Economics.
- Joseph Stiglitz, Michael Spence, contributi su asimmetria informativa e welfare.
- Gentzkow M., Shapiro J. (2006–2010), Media Bias and Reputation, Journal of Political Economy; NBER Working Papers.
- Gentzkow M., Shapiro J., Stone D. (2015), Media Bias, Handbook of Media Economics.
Finanza, mercati e banche
- Arcuri M.C. et al. (2023), Does fake news impact stock returns? Evidence from US and European markets, Journal of International Money and Finance.
- Kogan S. et al. (2021), Fraudulent News: Direct and Indirect Effects of Financial News Manipulation.
- Cookson A. et al. (2023), Social Media as a Bank Run Catalyst, SSRN Working Paper.
- Khan M.H. et al. (2024), Social media-based implosion of Silicon Valley Bank, Social Network Analysis and Mining.
Sanità – Vaccini, efficacia reale, Long COVID, costi futuri
Disinformazione e mancata vaccinazione
- Johns Hopkins Center for Health Security (2021),
COVID-19 Vaccine Misinformation and Disinformation Costs an Estimated $50–300 Million Each Day. - Ishizumi A. et al. (2024), Infodemic management, The Lancet Public Health.
Regolazione e ritiro vaccini
- Agenzia europea per i medicinali,
EPAR Vaxzevria (AstraZeneca), Jcovden (Janssen): documentazione su autorizzazioni e ritiro per motivi commerciali.
Efficacia reale, waning, mismatch varianti
- Bartsch S.M. et al. (2022), Cost-effectiveness of COVID-19 booster vaccination, International Journal of Infectious Diseases.
- Sandmann F.G. et al. (2023–2024), modelli di costo-efficacia con efficacia reale e scenari post-pandemici.
Long COVID e costi post-acuti
- Cutler D.M. (2022–2024), The Economic Cost of Long COVID, Harvard / NBER.
- Davis H.E. et al. (2023), Long COVID: major findings, Nature Reviews Microbiology.
- Cambridge Econometrics (2024), The Economic Burden of Long COVID (UK).
- Al-Aly Z. et al. (2022), Long COVID after breakthrough infection, Nature Medicine.
Eventi avversi e sistemi di compensazione
- Global Vaccine Data Network (2024), Adverse events of special interest after COVID-19 vaccination, Vaccine.
- Looker C., Kelly H. (2011–2023), No-fault compensation programs for vaccine injury, Vaccine.
Alimentazione e salute pubblica
- OCSE (2019), The Heavy Burden of Obesity.
- Diekman C. et al. (2023), Misinformation and disinformation in food science and nutrition, The Journal of Nutrition.
- Sunstein C.R. (2021), Are food labels good?, Food Policy.
- Barahona N. et al. (2023), Equilibrium Effects of Food Labeling Policies, Econometrica (working paper).
Fisco, percezione e compliance
- Hallsworth M. et al. (2017), Using behavioral insights to improve tax compliance, Journal of Public Economics.
- Blaufus K. et al. (2022), Tax Misperception and its Effects on Decision Making, Journal of Economic Surveys.
- Numa K. (2024), Fiscal illusion at the individual level, Public Choice.
Sintesi metodologica
- Tutte le stime citate utilizzano metodologie standard:
- event study (finanza),
- analisi costo-efficacia / costo-beneficio (sanità),
- esperimenti naturali e RCT (fisco),
- modelli strutturali di welfare (media ed economia dell’informazione).

Lascia un commento