La storia economica non si ripete mai uguale, ma fa rima. Il fallimento di Lehman Brothers del 15 settembre 2008 fu la rima tragica di un decennio iniziato con tassi bassissimi, leva elevata e titoli complessi spacciati per sicuri. Quell’evento, il più grande default bancario della storia USA, segnò il passaggio dalla crisi dei mutui subprime alla crisi finanziaria globale. SECWikipedia
Perché monitorare questi indicatori
Gli indicatori , alcuni, servono a cogliere, in sequenza temporale, stress di mercato (azionario e volatilità), fuga verso il rifugio (Treasury, oro, fondi monetari) e deterioramento del credito (default e sofferenze). Sono cinque “sentinelle” più una (i default USA) che coprono le tre dimensioni chiave: prezzo, liquidità, solvibilità.
- S&P 500 (−10% su 30 giorni) – termometro rapido del rischio percepito.
- VIX (>35) – misura il “prezzo della paura” implicito nelle opzioni.
- Treasury a 3M/2Y/10Y in forte calo – segnala flight to quality vero (domanda spasmodica di titoli governativi).
- Afflussi nei Money Market Funds (ICI) – parcheggio in liquidità “risk-free” con rendimenti pronti cassa.
- Oro (+5% in una settimana) – il rifugio “fuori dal sistema”.
- Default USA (HY) e/o tassi di delinquency bancari – il passaggio dalla paura alla insolvenza.
Cosa accadde davvero nel 2007–2009 (e quando parlarono gli indicatori)
Prima di Lehman il mercato aveva già preso freddo. La curva dei Treasury si era abbassata su tutte le scadenze e si appiattiva: il 12 settembre 2008 (ultimo giorno utile prima del default) il 10 anni era al 3,74%, il 2 anni 2,23%, con bill a 3 mesi 1,49%. È il segnale classico: si scappa verso il debito pubblico a breve e medio, accettando rendimenti decrescenti. federalreserve.gov
L’S&P 500 nell’anno che portò a Lehman subì uno scivolone vicino al −20%, mentre nel complesso del bear market 2007–2009 perse circa −50% peak-to-trough. Il VIX esplose nelle settimane successive (ottobre-novembre 2008), più come cartina di tornasole del panico in atto che come early warning. Wikipediacboe.com
Sul fronte credito, l’HY default rate USA era ancora moderato in agosto 2008 (intorno al 2–3% a 12 mesi) e accelerò solo dopo il crack; nel 2009 volò in area 13%, segnando la tipica natura ritardata dell’indicatore “insolvenze”: la crisi di fiducia e la stretta di liquidità arrivano prima, i default arrivano dopo. Reutersismymoneysafe.org
Infine, la fuga verso la liquidità “pura” fu visibile anche nei money market funds e nella corsa all’oro. Questi segnali tendono a rafforzarsi a cavallo dell’evento di stress (post-Lehman), più che a precederlo di mesi.
Morale “storica”
- Indicatori precoci (leading): curva dei Treasury che sprofonda/si appiattisce e allargamento degli spread corporate (visibile già nell’H.15: nel 12/09/2008 i rendimenti Moody’s Baa erano 7,17% contro 3,74% del 10Y → spread >300 bps). federalreserve.gov
- Indicatori coincidenti: S&P in caduta, VIX che esplode, afflussi nei MMF.
- Indicatori ritardati (lagging): default HY e delinquency bancari.
Confronto con l’oggi (inizio settembre 2025)
- Azionario USA: l’S&P 500 è in area 6.45–6.50 mila punti; non c’è drawdown da −10% su 30 giorni. Yahoo Finanza
- Volatilità: VIX su livelli bassi/medi (intorno a 15–17), ben sotto la soglia 35. cboe.com
- Treasury: il 10Y oscilla poco sopra il 4,2–4,3%; non si osserva un crollo “da fuga” come nel 2008. FRED
- Money Market Funds: patrimonio record e nuovi afflussi (settimana al 3 settembre 2025: +52,4 mld a 7,26 trilioni). È un segnale di “parcheggio” remunerato (tassi alti), non per forza panico. ICI
- Oro: massimi storici oltre $3.5k/oz tra il 2 e il 5 settembre 2025; settimana forte, ma il movimento è coerente anche con l’attesa di tagli Fed e timori geopolitici, non solo con flight-to-quality “da crisi bancaria”. Reuters+1
- Default USA (HY): livelli bassi/medi rispetto ai picchi storici; nulla che somigli al 2009. (Per il quadro storico: Moody’s stima il picco 2009 ~13%). ismymoneysafe.org
Tabella di sintesi
| Indicatore | Alla vigilia di Lehman (12/09/2008) | Oggi (inizio 09/2025) | Lettura |
|---|---|---|---|
| Treasury 10Y (CMT) | 3,74% | ~4,2–4,3% | Nel 2008 era in rapida discesa (flight), oggi è stabile/alto. federalreserve.govFRED |
| Spread Baa–10Y | ~+340 bps | ~+200–250 bps (indicativo) | Allargamento molto più violento nel 2008. federalreserve.gov |
| S&P 500 (30 gg) | circa −20% YoY e in peggioramento | non in calo >10% | Nessun segnale “hard risk-off” oggi. WikipediaYahoo Finanza |
| VIX | in impennata post-Lehman | 15–17 | Lontano da 35. cboe.com |
| MMF (asset) | forti afflussi post-Lehman | $7,26 tn, +52 mld settimanali | Oggi spinti anche dal carry sui tassi. ICI |
| Oro | in ascesa 2008, poi volatilità | record >$3.5k | Rifugio, ma anche attese Fed/geopolitica. Reuters+1 |
| Default HY USA | 2–3% (agosto 2008), poi 13% nel 2009 | bassi/medi | Indicatore ritardato. Reutersismymoneysafe.org |
Quali indicatori “precorrevano” il default
Se dovessimo isolare i veri anticipatori del 2008, metteremmo sul podio:
- Curva dei Treasury: abbassamento generalizzato e appiatttimento/inversione già nel 2007-2008; segnale macro-finanziario che il ciclo si spegne e la liquidità cerca rifugio. (H.15 conferma il crollo dei rendimenti da metà 2007 a settembre 2008). federalreserve.gov
- Allargamento degli spread corporate: la forbice Baa−10Y (e più in basso l’HY) si apriva prima dei default: il mercato “prezza” il rischio molto prima che le insolvenze si materializzino. (Dati H.15 su Aaa/Baa e 10Y mostrano spread già ampi il 12/09/2008). federalreserve.gov
- Prezzi azionari: la discesa dell’S&P 500 iniziò mesi prima del default, segnalando deterioramento degli utili attesi e deleveraging. Wikipedia
Coincidenti: VIX e afflussi MMF si accendono quando il timore diventa panico.
Ritardati: default rate HY e delinquency sui prestiti bancari: esplodono dopo, quando la stretta di credito ha già fatto danni all’economia reale. ismymoneysafe.org
Conclusione
La lezione Lehman è chiara: la crisi di fiducia e la fuga verso il rifugio si leggono prima nei rendimenti governativi e negli spread di credito, poi nell’azionario/volatilità, infine nei default. Oggi, nonostante oro sui massimi e ingenti masse nei MMF (anche per effetto dei tassi alti), mancano quei segnali congiunti che nel 2008 descrivevano un sistema in rottura: non c’è un crollo coordinato dei Treasury, il VIX è lontano da soglie di allarme, e i default USA non mostrano dinamiche esplosive. ICIReuters
Politica per il monitoraggio: continuo a ritenere corretto un cruscotto che integri
- curva e spread (H.15),
- prezzi/volatilità (S&P e VIX),
- rifugi (MMF e oro),
- insolvenze USA (HY e delinquency),
con soglie oggettive e logica “almeno due segnali simultanei”. È così che si passa dalla narrazione alle diagnosi — e dalle diagnosi alle decisioni.
Fonti essenziali: H.15/Fed su rendimenti e spread (12/09/2008); default rate Moody’s (picco 2009 ~13%); S&P 500 e VIX (serie storiche ufficiali); ICI su asset MMF; Reuters su massimi storici dell’oro 2–5 settembre 2025.

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