L’innovazione tecnologica non si ferma davanti alle barriere concettuali della tradizione. La recente scelta di SPAR Svizzera, catena di supermercati presente sul territorio elvetico, di accettare pagamenti in Bitcoin, stablecoin e altre criptovalute offre un passaggio di portata tutt’altro che secondario: la criptoeconomia si approccia al terreno più concreto e quotidiano dell’economia reale, ossia il supermercato — il luogo in cui la moneta dispiega la sua massima espressione, come mezzo di scambio immediato per beni di prima necessità.
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1. Innovazione, costi ridotti e operatività fluida
Il nuovo sistema di pagamento integrato con Binance Pay e la fintech DFX.swiss consente ai clienti di pagare tramite QR code, scegliendo tra oltre cento criptovalute, che vengono convertite immediatamente in franchi svizzeri (CHF) per il supermercato. Questo processo elimina il rischio di volatilità per SPAR e, soprattutto, permette un risparmio significativo sulle commissioni: fino a due terzi in meno rispetto ai pagamenti con carta tradizionale .
Il risultato è un sistema agile, immediato e relativamente economico per il commerciante — un’anticipazione del futuro dei pagamenti al dettaglio, secondo André Scherrer, amministratore delegato di Spar Switzerland .
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2. Il contesto fiscale svizzero: una finestra di favore
La Svizzera conferma il suo status di paese crypto-friendly, non solo grazie all’adozione operativa, ma anche per il quadro fiscale particolarmente vantaggioso:
I guadagni in conto capitale derivanti dalla vendita di criptovalute non sono soggetti a imposta se si tratta di investimenti di investitori privati .
Tuttavia, le criptovalute sono considerate beni patrimoniali e, pertanto, soggette all’imposta sulla ricchezza, che varia in base al cantone, in genere tra lo 0,3% e l’1% .
Le autorità fiscali svizzere trattano le criptovalute come una classe di asset, simile alla proprietà o all’oro, piuttosto che come titoli finanziari .
In definitiva, per l’investitore privato, la detenzione e la vendita di criptovalute possono risultare praticamente esenti da imposte sul reddito, se non fosse per l’imposta sulla ricchezza, che è comunque relativamente contenuta .
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3. Bitcoin torna “merce”, non diventa moneta legale
La centralità della questione è un’altra: tutto questo basta per far diventare Bitcoin una moneta reale? La risposta, seppur affascinante nell’implementazione, è no. Il Bitcoin confluisce nel circuito quotidiano solo tramite un sistema intermediario che converte immediatamente in valuta fiat — così il supermercato non affronta volatilità, ma il consumatore sì. In pratica, Bitcoin funziona come mezzo di pagamento intermediario, non come moneta nella sua forma pura.
Le tre funzioni della moneta:
1. Unità di conto – il Bitcoin fatica a emergere come misura di valore diffusa.
2. Riserva di valore – la sua estrema volatilità incide negativamente sulla stabilità.
3. Mezzo di scambio – seppur accettato in certi luoghi (SPAR, Tesla Lugano, ecc.), non gode di accettazione generalizzata.
Soprattutto, manca la forza legale di corso forzoso: Bitcoin non è moneta a corso legale. In Svizzera, come in Europa, rimane un asset digitale accettato su base volontaria da operatori privati.
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4. Riepilogo: un ponte tra mondi, ma non un ponte verso la moneta legale
L’esperimento svizzero ha valore per l’economia reale, proprio perché abbassa i costi, crea fluidità operativa e si inserisce in un contesto fiscale benigno. Tuttavia, il Bitcoin resta, nella sua natura, un asset speculativo governato dalla legge della domanda e dell’offerta, non garantito da alcun sottostante fisico, istituzione statale o peg monetario.
In sintesi:
Aspetti Dettagli
Riduzione dei costi – Fino al 66% meno rispetto alle carte di pagamento
Contesto fiscale – Capital gain esenti per privati<br>- Imposta sulla ricchezza modesta
Conversione immediata – Bitcoin → CHF tramite DFX.swiss; evita volatilità per SPAR
Natura del Bitcoin – Nessuna forza legale<br>- Serve da mezzo, ma non è moneta legale
Impegno del privato – Resta a rischio di fluttuazione e soggetto alla domanda/offerta
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Conclusione
La Svizzera ha saputo tessere un ponte concreto tra la finanza decentralizzata e il tessuto dell’economia quotidiana. Grazie a SPAR, Binance Pay e DFX.swiss, il Bitcoin può essere speso, a patto di passare da un sistema che lo trasforma immediatamente in valuta fiat, assicurando fluidità, efficienza e risparmio sui costi.
Ma questa operazione non riscrive la teoria monetaria: il Bitcoin continua a essere un asset speculativo con una sua utilità nei pagamenti solo temporale e tecnica, mai giuridica o universale. Un “oro digitale” pronto ad essere utilizzato, ma non ancora consacrato come moneta
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