Nel contesto dei rapporti economici internazionali, il legame tra Italia e Israele rappresenta un caso esemplare di interscambio commerciale sostenuto da sinergie tecnologiche, accordi industriali strategici e collaborazioni militari bilaterali. Tra il 2005 e il 2024 l’andamento dell’import-export ha rivelato una progressiva intensificazione dei rapporti, con un saldo sistematicamente favorevole alla Repubblica Italiana. Accanto al commercio civile, si è però sviluppato – e consolidato – anche un asse militare rilevante, con scambi di armamenti e tecnologie dual use che, specie in tempi di crisi geopolitica, sollevano interrogativi etici, normativi e strategici.


1. L’interscambio commerciale: crescita strutturale

Secondo i dati elaborati da UN Comtrade, ISTAT e Trading Economics, le esportazioni italiane verso Israele sono più che raddoppiate nell’arco degli ultimi vent’anni: da 1,73 miliardi di dollari nel 2005 si è passati a 3,61 miliardi nel 2024. Le importazioni da Israele, invece, si sono mantenute su livelli più contenuti, pur crescendo da circa 900 milioni di dollari a oltre 1,2 miliardi. Il saldo è stabilmente positivo per l’Italia.

Tabella 1 – Interscambio Italia-Israele (valori in miliardi USD)

AnnoEsportazioni IT → ILImportazioni IL → ITSaldo
20051,730,90+0,83
20102,431,25+1,18
20152,490,85+1,64
20202,690,79+1,90
20243,611,21+2,40

Fonte: UN Comtrade, TradingEconomics, ISTAT (2024)


2. Merceologie e settori: il cuore dell’interscambio

Le esportazioni italiane verso Israele includono prevalentemente beni strumentali, componentistica avanzata, apparecchiature biomedicali, farmaceutici, macchinari per la trasformazione alimentare, e prodotti del Made in Italy. In particolare, il comparto dei macchinari ha avuto un ruolo cruciale, seguito dalla chimica fine e dalla meccanica di precisione.

Viceversa, l’Italia importa da Israele semiconduttori, tecnologie per la sicurezza, apparecchiature mediche, prodotti chimici specialistici e, in modo crescente, soluzioni ICT, oltre a licenze software e componenti elettronici avanzati.


3. Il comparto armamenti: uno scambio asimmetrico ma strategico

È nel campo della difesa che le relazioni italo-israeliane assumono un profilo particolarmente delicato. Mentre la narrazione politica spesso sottolinea la cooperazione in ambiti “dual use” o “di addestramento”, i dati ufficiali – raccolti da Pagella Politica, Altreconomia, Rete Italiana Pace e Disarmo – confermano flussi significativi di armamenti, sia in entrata che in uscita.

Esportazioni italiane di armi verso Israele (2013-2022): circa 120 milioni di euro
Importazioni italiane di armamenti da Israele (2013-2022): oltre 250 milioni di euro

Tabella 2 – Commercio bilaterale di armamenti IT-IL (valori in milioni EUR)

AnnoExport IT → ILImport IT ← IL
20131020
20151525
20171456
201917,530
202289,8

Fonte: Pagella Politica, Archivio MAECI, Altreconomia

Tra i principali contratti:

  • 2012: Israele acquista 30 jet M-346 da Alenia Aermacchi (Leonardo), l’Italia riceve in cambio il satellite OPTSAT-3000 e due Gulfstream G550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning).
  • 2019: Israele compra 7 elicotteri AW119Kx da Leonardo. L’Italia acquista missili Spike e sistemi di simulazione per l’addestramento militare.

Questi accordi sono classificabili come “offsets”, ovvero contratti con obblighi di compensazione bilaterale.


4. Il paradosso delle forniture belliche in tempi di guerra

In seguito all’operazione militare israeliana su Gaza nell’ottobre 2023, il Governo italiano ha annunciato la sospensione delle licenze per l’esportazione di armamenti verso Israele. Tuttavia, secondo un’inchiesta di Altreconomia (gennaio 2024), tra dicembre 2023 e gennaio 2024 sarebbero state esportate armi leggere e munizioni da guerra per oltre 2 milioni di euro, in apparente violazione delle direttive della legge 185/90, che vieta l’invio di armamenti a paesi impegnati in conflitti armati.

Il fatto è stato confermato anche dai dati dell’Agenzia delle Dogane e da interrogazioni parlamentari presentate tra febbraio e marzo 2024.


5. Riflessioni strategiche

Il rapporto tra Italia e Israele non può essere letto unicamente alla luce dei flussi commerciali: è l’intreccio tra tecnologia, difesa, diplomazia e interessi strategici a rappresentare il vero nucleo della relazione bilaterale. Se da un lato Israele rappresenta un partner avanzato sul piano dell’innovazione (basti pensare al polo di Tel Aviv, secondo solo alla Silicon Valley per densità di startup), dall’altro le forniture militari, specialmente in periodi di tensione, pongono il nostro Paese davanti a una scelta di campo in termini etici e giuridici.


6. Conclusione

Il caso Italia-Israele rappresenta, nel suo insieme, un laboratorio di geopolitica commerciale, dove si intrecciano valori industriali, pressioni internazionali, business tecnologico e diplomazia armata. In tempi in cui la politica estera si intreccia sempre più alla finanza di guerra e all’autonomia strategica, è lecito domandarsi quale sarà il futuro di queste relazioni e se l’Europa, e con essa l’Italia, saranno capaci di porre limiti morali a relazioni economiche altrimenti floride ma controverse.


Fonti principali:

  • UN Comtrade (comtrade.un.org)
  • Trading Economics (tradingeconomics.com)
  • ISTAT – Statistiche sul commercio estero
  • Pagella Politica – “Quanto vale il commercio di armi tra Italia e Israele”, 2024
  • Altreconomia – “Export di armi italiane a Israele dopo il 7 ottobre”, 2024
  • MAECI – Rapporto Export Difesa
  • Rete Italiana Pace e Disarmo – Dossier Armamenti Italia-Israele 2023

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