Tra il 2022 e il 2024, l’Unione Europea a 27 Stati membri (UE27) ha vissuto significative fluttuazioni nel suo saldo commerciale, influenzate da vari fattori economici globali e interni. Questo articolo analizza il contributo delle dinamiche intra-UE al saldo commerciale complessivo, con particolare attenzione ai paesi caratterizzati da un costo del lavoro e una tassazione inferiori alla media.

  1. Evoluzione del Saldo Commerciale dell’UE (2022-2024)

2022: L’UE ha registrato un deficit commerciale di €436 miliardi, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia.

2023: Il saldo commerciale è passato a un surplus di €38 miliardi, grazie alla diminuzione dei prezzi dell’energia e al rafforzamento delle esportazioni.

2024: Il surplus commerciale è aumentato ulteriormente a €147 miliardi, segnando una ripresa significativa rispetto al 2022.

  1. Costo del Lavoro nei Paesi dell’UE

Nel 2024, il costo medio orario del lavoro nell’UE era di €33,5. Tuttavia, esistevano significative variazioni tra gli Stati membri:

Bulgaria: €10,6

Romania: €12,5

Ungheria: €14,1

Polonia: €15,0

Slovacchia: €16,0

Questi paesi, con costi del lavoro inferiori alla media, sono spesso coinvolti in catene di fornitura intra-UE, esportando componenti e beni intermedi verso paesi con industrie manifatturiere avanzate.

  1. Tassazione nei Paesi dell’UE

Nel 2023, il rapporto tra entrate fiscali e PIL nell’UE era del 40,0%. Tuttavia, alcuni paesi presentavano rapporti significativamente inferiori:

Irlanda: 22,7%

Romania: 27,0%

Malta: 27,1%

Questi paesi, con una tassazione inferiore alla media, attraggono investimenti esteri e ospitano le sedi europee di molte multinazionali, influenzando gli scambi intra-UE attraverso pratiche di ottimizzazione fiscale.

  1. Contributo dei Paesi con Costo del Lavoro Inferiore al Saldo Commerciale Intra-UE

I paesi con costi del lavoro inferiori alla media contribuiscono significativamente al commercio intra-UE. Ad esempio, la Slovacchia ha registrato una quota del 78% delle sue esportazioni verso altri paesi dell’UE. Questi paesi esportano principalmente beni intermedi e componenti, che vengono utilizzati in processi produttivi in paesi con industrie manifatturiere avanzate, come la Germania e l’Italia.

  1. Contributo dei Paesi con Tassazione Inferiore al Saldo Commerciale Intra-UE

Paesi come l’Irlanda e i Paesi Bassi, noti per i loro regimi fiscali favorevoli, influenzano gli scambi intra-UE attraverso la presenza di multinazionali e pratiche fiscali che possono aumentare il volume degli scambi registrati. Ad esempio, l’Irlanda ha registrato un surplus commerciale di €57,1 miliardi nel commercio extra-UE, indicando una forte attività di esportazione, spesso legata a multinazionali con sede nel paese.

Conclusione

Il saldo commerciale positivo dell’UE nel 2024 è il risultato di complesse interazioni tra gli Stati membri. I paesi con costi del lavoro e tassazione inferiori alla media svolgono un ruolo cruciale nel commercio intra-UE, contribuendo significativamente al saldo commerciale complessivo. Queste dinamiche evidenziano l’importanza della cooperazione e dell’integrazione economica all’interno dell’Unione Europea.

Lascia un commento