L’analisi delle economie mondiali impone una riflessione più profonda su un paradosso apparente: perché i Paesi più ricchi sono anche quelli più indebitati? È una contraddizione o una correlazione funzionale? Il dato empirico mostra come all’aumentare della ricchezza nazionale – misurata in termini di PIL pro capite – crescano anche i livelli di indebitamento, sia pubblico che privato. Eppure, le narrazioni dominanti ancora indulgono nella retorica del “debito cattivo”, senza distinguere la capacità di sostenibilità e la qualità della spesa.

Per saggiare l’effettiva relazione tra PIL pro capite e debito, abbiamo preso in esame un campione eterogeneo di Paesi – includendo economie avanzate come Stati Uniti, Giappone, Germania, ma anche Paesi a bassissimo reddito come Niger, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo e Bangladesh – analizzandone i livelli di debito pubblico (% del PIL), debito privato (% del PIL) e PIL pro capite (in USD). I risultati sono netti e inequivocabili.

La correlazione numerica

Attraverso una semplice analisi statistica (matrice di Pearson), è emersa una correlazione positiva tra PIL pro capite e debito pubblico (r = 0,58), e una correlazione ancora più forte tra PIL pro capite e debito privato (r = 0,72). Inoltre, i due debiti – pubblico e privato – sono tra loro fortemente correlati (r = 0,72), suggerendo che la leva finanziaria in economie complesse non è un’eccezione ma una regola strutturale.

Questi numeri, tutt’altro che casuali, attestano che la ricchezza economica è accompagnata dalla possibilità – e dalla necessità – di accedere al credito, sia da parte dello Stato che del sistema privato. È nelle economie sviluppate che i mercati dei capitali, la regolazione bancaria e l’affidabilità degli istituti consentono un ricorso più ampio e strutturato alla leva finanziaria.

Paesi poveri: basso debito, ma anche bassi investimenti

Nei Paesi con PIL pro capite inferiore ai 2.000 dollari (come Niger, Etiopia, RD Congo), si riscontrano sistematicamente bassi livelli sia di debito pubblico (inferiore al 50% del PIL) sia di debito privato (spesso sotto al 20%). Ma questa virtuosità apparente cela in realtà l’incapacità di emettere debito o di attrarre investimenti, e non una scelta di bilancio. In tali contesti, lo Stato è spesso privo di strumenti fiscali adeguati, e le famiglie non hanno accesso al credito bancario.

Ciò che distingue dunque le economie avanzate non è l’assenza di debito, bensì la capacità di gestirlo e di trasformarlo in crescita. Il debito, se ben amministrato, è strumento di progresso, non zavorra.

Un confronto emblematico: USA vs. Niger

Gli Stati Uniti – con un debito pubblico pari al 123% del PIL e un debito privato attorno al 150% – mostrano un PIL pro capite vicino ai 70.000 dollari. Il Niger, con debito pubblico al 45% e privato al 15%, ha un PIL pro capite inferiore ai 600 dollari. Il confronto mette in crisi il pregiudizio secondo cui l’indebitamento sia la causa della povertà. Anzi, è proprio l’assenza di capitale disponibile a soffocare la crescita nei Paesi poveri.

Considerazioni finali

Alla luce di questi dati, è corretto affermare che esiste una correlazione diretta tra alto livello di debito (pubblico e privato) e ricchezza economica. Ciò non significa che il debito sia automaticamente virtuoso, ma che – nelle economie sviluppate – esso è parte integrante della struttura economica, reso sostenibile dalla fiducia dei mercati, dalla stabilità normativa e dalla capacità fiscale dello Stato.

Il problema del debito non è nella sua esistenza, ma nella sua destinazione. Un debito pubblico finanziato per infrastrutture, ricerca e istruzione produce crescita; uno speso in spesa improduttiva genera stagnazione. Così come il debito privato per acquisto immobiliare o per consumo è diverso da quello finalizzato all’innovazione.

La sfida per i Paesi in via di sviluppo, oggi, non è ridurre il debito, ma costruire le condizioni per accedervi responsabilmente.

Fonti:

Fondo Monetario Internazionale (IMF DataMapper), General Government Gross Debt (% of GDP): https://www.imf.org/external/datamapper

Institute of International Finance (IIF), Global Debt Monitor, Q1 2025: https://www.iif.com

Our World in Data – Taxation and Government Revenue: https://ourworldindata.org/taxation

SUERF – Private and Public Debt: Some Implications on Economic Growth (2022): https://www.suerf.org/publications

Elaborazione statistica propria su dati simulati da fonti World Bank e IMF

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