Nel decennio 2013–2024, i mercati finanziari globali hanno vissuto una crescita significativa della capitalizzazione di mercato, spesso non accompagnata da un’espansione proporzionale della massa monetaria. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla natura della ricchezza finanziaria e sulla sua relazione con la liquidità reale disponibile nell’economia.
Capitalizzazione di mercato globale: una crescita sostenuta
Secondo i dati della Banca Mondiale, la capitalizzazione di mercato delle società quotate a livello globale è passata da circa 64,4 trilioni di dollari nel 2013 a 126 trilioni di dollari nel 2024, rappresentando un incremento di quasi il 96% in un decennio . Tuttavia, questa crescita non è stata uniforme, con fluttuazioni significative durante eventi economici globali, come la pandemia di COVID-19 nel 2020.
Massa monetaria globale: un’espansione moderata
La massa monetaria globale, misurata attraverso l’aggregato M2, ha mostrato una crescita più contenuta nello stesso periodo. Secondo i dati di MacroMicro, la massa monetaria globale è aumentata da circa 60 trilioni di dollari nel 2013 a 92 trilioni di dollari nel marzo 2025, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 4,1% .
Analisi comparativa: capitalizzazione vs. massa monetaria: Dalla capitalizzazione alla suggestione del patrimonio
A fine 2022, la capitalizzazione complessiva dei mercati azionari mondiali si attestava attorno a 93,7 trilioni di dollari. Nel 2023, questo valore è salito a 111 trilioni, segnando una crescita di circa il 18,5%. Il 2024 ha registrato un ulteriore incremento, portando la capitalizzazione a quota 126 trilioni di dollari, con un +13,5% annuo (Wikipedia – Global Market Cap).
Ma ciò che desta attenzione non è solo la variazione in sé, quanto il contesto monetario in cui essa è avvenuta. Secondo i dati elaborati da Voronoi Research, la massa monetaria globale M2 nel secondo trimestre del 2024 è stata stimata in 129,3 trilioni di dollari, valore di poco superiore a quello registrato nel 2023 (Voronoi App – Global M2).
Il messaggio è chiaro: il patrimonio quotato ha conosciuto una dinamica espansiva autonoma rispetto alla moneta circolante. Non nuova creazione di denaro, ma rivalutazione degli asset esistenti.
Confrontando la crescita della capitalizzazione di mercato con quella della massa monetaria, emerge un disallineamento significativo. Mentre la capitalizzazione di mercato è quasi raddoppiata, la massa monetaria ha seguito un percorso di crescita più lineare. Questo suggerisce che la rivalutazione degli asset finanziari non è stata direttamente proporzionale all’espansione della liquidità nell’economia.
La leva nascosta delle transazioni: il moltiplicatore patrimoniale
Il fenomeno si comprende meglio analizzando il rapporto tra il volume delle transazioni e la crescita della capitalizzazione. Nel 2023, i volumi medi giornalieri delle transazioni azionarie globali sono stati stimati in 516,5 miliardi di dollari, con un valore annuo complessivo attorno ai 130,2 trilioni (FINRA Industry Snapshot, 2024). Nel 2024, il volume è salito a 1,81 trilioni al giorno, pari a circa 456,1 trilioni su base annua (Tradeweb, 2024).
Tuttavia, a fronte di questi valori scambiati, la rivalutazione patrimoniale è stata proporzionalmente modesta:
- 2023: 17,3 trilioni di aumento su 130,2 di transato = 13,3% di rivalutazione “per dollaro scambiato”
- 2024: 15 trilioni su 456,1 = 3,3% di effetto rivalutativo netto
Ne deriva un dato cruciale: una minima porzione di azioni contrattate può determinare l’intera rivalutazione dell’universo quotato. È questo il “moltiplicatore patrimoniale”, la cui natura è eminentemente induttiva: uno scambio su un titolo rivalutato agisce come se quell’intero titolo (e per estensione, il mercato) valesse quella nuova quotazione. È la manifestazione contabile del principio di sostituzione marginale applicato all’intero.
Interpretazione: valore indotto e dinamiche di mercato
Il disallineamento osservato può essere interpretato attraverso il concetto di “valore indotto”, dove il valore degli asset finanziari è influenzato più dalle aspettative e dalle dinamiche di mercato che dalla quantità effettiva di moneta in circolazione. Questo fenomeno evidenzia come i mercati finanziari possano generare ricchezza contabile senza un corrispondente aumento della massa monetaria reale.
Considerazioni finali
La crescita della capitalizzazione di mercato non sempre riflette un’espansione reale dell’economia o della massa monetaria. È essenziale per investitori e policymaker comprendere le dinamiche sottostanti a questa crescita per valutare correttamente i rischi e le opportunità nei mercati finanziari.
Fonti principali:
World Bank – Market capitalization of listed domestic companies
MacroMicro – World – Major Central Bank M2 Money Supply

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