Nel vasto panorama degli strumenti finanziari moderni, ciò che li distingue non è solo la volatilità o il rendimento. La differenza autentica, strutturale e giuridicamente rilevante, risiede nel sottostante. In altre parole: cosa c’è “dietro” al valore che attribuiamo a un’azione, a un’obbligazione o a una criptovaluta? Qual è la realtà, economica o simbolica, che regge il prezzo sul mercato?

Nel mondo del diritto e della moneta — come ci ha insegnato Giacinto Auriti — il valore non nasce mai per caso, né può essere ridotto al solo gioco della domanda e dell’offerta. Il valore è indotto, ossia attribuito da un contesto di relazioni sociali, giuridiche, politiche mentre il sottostante è proprio il punto di riferimento della valutazione della performance.


Un confronto in grafico

Il grafico mostra l’andamento tra il 2020 e il 2025 di:

  • Bitcoin: da 7.000 a oltre 90.000 dollari.
  • Ethereum: da 130 a circa 1.800 dollari.
  • Indice azionario: crescita regolare da 100 a 135.
  • Indice obbligazionario: stabile e lento da 100 a 115.

A prima vista, le criptovalute sembrano vincenti. Ma la domanda non è “quanto rende”, bensì “cosa rappresenta” quel valore?


L’azione: il sottostante è l’impresa

Un’azione è una quota di capitale di rischio di una società. Il suo sottostante è l’impresa stessa: le sue fabbriche, il suo know-how, i brevetti, i dipendenti, il fatturato, i dividendi. In altre parole: l’azione è radicata nella realtà produttiva.

Quando si acquista un’azione, si partecipa — seppure simbolicamente — al destino dell’azienda. Se l’impresa cresce, innova, esporta, il valore dell’azione aumenta. Se fallisce, l’azione può anche azzerarsi. Ma in ogni caso, dietro al prezzo di borsa c’è un’economia reale, fatta di uomini e macchine, e una regolamentazione stringente che tutela gli investitori.

Il sottostante è tangibile, auditabile, ispezionabile. In linguaggio auritiano, il valore non è solo indotto dalla domanda, ma è sostenuto da un patrimonio e da una funzione sociale.


L’obbligazione: il sottostante è il debito (e la fiducia nello Stato o nell’impresa)

L’obbligazione è uno strumento di credito. Il suo sottostante è una promessa giuridica: un contratto in cui l’emittente (uno Stato o un’azienda) si impegna a restituire il capitale e a pagare interessi.

La forza dell’obbligazione non è nel rischio, ma nella certezza. Il sottostante non è l’utile futuro, ma il diritto esigibile. Nelle obbligazioni statali, il sottostante è l’intero sistema fiscale e la sovranità dell’ente emittente. In quelle aziendali, è la solvibilità dell’impresa.

L’investitore obbligazionario non partecipa al profitto: partecipa alla sicurezza. Il valore, qui, è sostenuto da un ordinamento giuridico che riconosce e tutela i contratti. Il sottostante è meno dinamico dell’azione, ma più affidabile nei momenti di crisi.


La criptovaluta: il sottostante è la rete (e la narrazione collettiva)

La criptovaluta è un’entità radicalmente diversa. Non ha dietro né un’impresa, né un debito, né uno Stato. Il suo sottostante, in senso classico, non esiste. E proprio per questo, rappresenta una rivoluzione.

Il valore di una cripto come Bitcoin è fondato su una scarsità algoritmica (massimo 21 milioni di unità), una rete decentralizzata di validatori, e una narrazione culturale: libertà, disintermediazione, indipendenza dalle banche centrali.

Ethereum, invece, è una piattaforma: il suo sottostante è l’utilità del protocollo, la capacità di eseguire smart contracts e applicazioni decentralizzate.

La cripto, dunque, non ha un valore giuridico riconosciuto, ma vive di un valore sociale, simbolico, comunitario. Il sottostante è la fiducia nella tecnologia e nel consenso distribuito. È la moneta senza Stato, ma non senza ideologia.


Conclusioni: tre logiche di valore, tre mondi diversi

StrumentoSottostanteTipo di valoreNatura del rischio
AzioneImpresa realeProduttivoLegato a mercato e settore
ObbligazionePromessa giuridica (debito)ContrattualeLegato a solvibilità
CriptovalutaRete decentralizzata + consensoIndotto/comunitarioLegato alla fiducia collettiva

Dove l’azione ha come radice la produzione, e l’obbligazione la legge, la criptovaluta trova la sua forza nella narrazione. È il trionfo del valore senza sottostante fisico, in un’epoca in cui il simbolo ha sostituito la sostanza e l’algoritmo ha surclassato il contratto.

Ma proprio per questo, il rischio è massimo. Dove manca un sottostante tangibile o giuridico, ogni crisi di fiducia può cancellare il valore.

Ecco perché l’investitore consapevole non può ignorare questa distinzione. Perché dietro ogni scelta finanziaria, c’è una filosofia del valore. E ogni strumento riflette un mondo: l’industria, il diritto, o l’utopia.


Fonti

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