I dati provvisori dell’ISTAT per marzo 2025 delineano un quadro complesso del mercato del lavoro italiano, caratterizzato da una lieve contrazione dell’occupazione e da dinamiche contrastanti tra le diverse tipologie contrattuali.
Contrazione dell’occupazione: focus su autonomi e contratti a termine
Nel mese di marzo, il numero totale degli occupati è diminuito di 16.000 unità rispetto a febbraio, attestandosi a 24 milioni 307mila. Questo calo è principalmente attribuibile alla riduzione dei lavoratori autonomi, scesi di 13.000 unità (-0,3%), e dei dipendenti con contratto a termine, diminuiti di 65.000 unità (-2,4%) .
La flessione ha colpito in particolare le donne e i lavoratori sotto i 35 anni, evidenziando una vulnerabilità maggiore in queste categorie .
Crescita dei contratti a tempo indeterminato: un segnale positivo
In controtendenza, i dipendenti a tempo indeterminato hanno registrato un incremento di 62.000 unità (+0,4%), raggiungendo quota 16 milioni 560mila. Su base annua, l’aumento è ancora più significativo, con 673.000 unità in più (+4,2%) .
Questo dato suggerisce che le politiche di incentivazione alla stabilizzazione occupazionale stanno producendo effetti positivi, favorendo la transizione verso forme contrattuali più stabili.
Indicatori di disoccupazione e inattività: segnali contrastanti
Il tasso di disoccupazione generale è salito al 6,0% (+0,1 punti percentuali), mentre quello giovanile (15-24 anni) ha registrato un aumento più marcato, passando dal 17,3% al 19,0% (+1,6 punti percentuali) .
Parallelamente, il tasso di inattività è rimasto stabile al 32,9%, con una lieve diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-11.000 unità, -0,1%).
Prospettive: assestamento o inizio di un trend negativo?
Sebbene la diminuzione dell’occupazione a marzo possa essere interpretata come un assestamento temporaneo, è fondamentale monitorare l’evoluzione nei prossimi mesi per determinare se si tratta dell’inizio di un trend negativo.
La crescita dei contratti a tempo indeterminato rappresenta un elemento di stabilità, ma la contrazione dei lavoratori autonomi e dei contratti a termine evidenzia fragilità strutturali nel mercato del lavoro, soprattutto per le categorie più vulnerabili.
Il mercato del lavoro italiano a marzo 2025 presenta segnali misti: da un lato, la crescita dei contratti stabili indica una tendenza positiva verso l’occupazione di qualità; dall’altro, la riduzione degli autonomi e dei contratti a termine, insieme all’aumento della disoccupazione giovanile, solleva preoccupazioni.
Sarà cruciale per le politiche del lavoro affrontare queste sfide, promuovendo misure che favoriscano l’inclusione delle categorie più a rischio

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