
E’ di ieri il comunicato con il quale la BCE annuncia l’azione coordinata con le altre maggiori Banche Centrali del Canada, BoE, BoJ, FED e SNB, per migliorare e ottimizzare il sistema SWAP dei contratti in dollari, aumentando la frequenza della data di maturazione di detti contratti, portandola da settimanalmente a giornalmente.
Tutto questo accade perché di fronte al rischio di una rapida perdita di fiducia nel sistema finanziario, si sono affrettati a rafforzare il flusso di denaro in tutto il mondo con una serie di scambi di valute coordinati per garantire alle banche i dollari necessari per operare.
Tale operazione, adottato a borse chiuse, rimarca la crisi di liquidità in cui è sprofondato il sistema finanziario d’oltreoceano evidenziato, appunto, dall’accorciamento temporale delle regolazioni dei predetti contratti.
Rimarca anche il fatto che, in un’economia prettamente finanziaria dove i valori di borsa sono dati dalla velocità e dalla intensità degli scambi che ne fanno aumentare oltremodo la quotazione, la scarsità delle riserve è nemica.
Infatti gli USA basano la propria egemonia economica proprio sul sistema finanziario, sistema che già da diversi anni segna il passo; infatti è sufficiente andare a verificare come si sono assottigliate le riserve valutarie negli ultimi quindici anni o le varie crisi a cascata che hanno coinvolto il proprio sistema bancario contaminando quello del resto del mondo.
Sembrerà strano, ma nonostante gli “stampatori seriali” sostengano che “è sufficiente stampare moneta” non viene fatto per ovvie ragioni.
Lo step successivo, ma diciamolo sottovoce, prevede un’economia di guerra che consideri investimenti per la ricostruzione onde poter far ripartire il ciclo.
Possiamo quindi affermare che la scarsità di moneta, in un economia a trazione finanziaria, amplifica le problematiche della stessa scarsità di moneta e l’iniziativa delle Banche centrali tende a diminuire l’impatto negativo di questa idiosincrasia.
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