È stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale, la Legge di Bilancio 2023 n. 197 del 2022 con il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025” (1)
La legge di bilancio è divisa in due sezione. La prima denominata “MISURE QUANTITATIVE PER LA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI” consta di un solo articolo e 903 commi. La seconda è denominata “APPROVAZIONE DEGLI STATI DI PREVISIONE” e consta di 21 articoli e di allegati tabellari.
in particolare l’articolo 18 recita:
Sono approvati, rispettivamente, in euro 1.183.723.964.094, in euro 1.121.186.846.006 e in euro 1.124.538.264.703 in termini di competenza, nonche' in euro 1.203.435.534.734, in euro 1.128.614.124.780 e in euro 1.126.122.513.987 in termini di cassa, i totali generali della spesa dello Stato per il triennio 2023-2025.
Tralasciando, momentaneamente, le previsioni per gli anni 2024 e 2025, isolando il dato del 2023, troviamo che sono previsti i seguenti importi:
- per competenza € 1.183.723.964.094
- per cassa € 1.203.435.534.734
Il ricorso al mercato finanziario, per l’anno 2023, è previsto per un massimo di:
- per competenza € 516.820.000
- per cassa € 571.831.000

Sono previste, pertanto, entrate per € 672.250.788.315 dove la voce grossa è data dalle entrate tributarie per € 588.646.385.327, mentre le extra tributarie (entrate da partecipazioni statali, per esempio) per € 83.205.549.988 e da alienazione dei beni dello Stato per € 398.853.000. I restanti 511.473.175.779, per arrivare ad € 1.183.723.964.094, perverranno dal ricorso al mercato, ossia emissioni dei Titoli di Stato.
Quindi il 57% delle entrate arriveranno da imposte e tasse, il 7% dalle extra tributarie, lo 0,3% dalle alienazioni. Il restante 35,7% dal ricorso al mercato.
Già da questi primi dati possiamo presupporre che eventuali manovre correttive potrebbero essere finanziate per il tramite del mercato, considerando che la Legge stessa prevede il ricorso a questo strumento per un tetto di € 516.820.000.
Sono previste spese per un totale di € 872.903.962.855 così formate: spese correnti € 715.208.485.043, spese in conto capitale € 157.695.477.812. La differenza per pareggiare il totale di € 1.183.723.964.094 è dato dal rimborso dei prestiti per € 310.820.001.239.
In buona sostanza l’accensione di nuovi prestiti per € 511.473.175.779 è dato dalla differenze tra entrate ed uscite per € 200.653.174.540 sommato al rimborso dei prestiti per € 310.820.001.239.
Rispetto al 2022 assestato dopo le varie variazioni di bilancio, si registra un riscorso maggiore ai prestiti che passa da € 101.020.000 ad € 200.653.174,540.
E a quanto ammonteranno gli interessi previsionali sui prestiti previsti?
Saranno sicuramente in misura maggiore del 2022 che registrò circa € 76.000.000.000. Questo sia per l’aumentato riscorso al mercato e sia per l’aumento dei tassi che inciderà maggiormente sulle nuove emissioni oltre ai titoli emessi nel corso del 2022 ed indicizzati.
(1) https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/12/29/22G00211/sg
Lascia un commento