Qualche tempo fa parlavo del ciclo economico di Kondratiev. Secondo il professore russo, messo alla berlina dall’ex URSS, la politica economica liberal/capitalista caratterizza quello che lui chiamava la primavera/estate/autunno/inverno dell’economia.
I cicli economici che descriveva hanno la durata di circa 50/70 anni e gli studi accademici lo avevano portato a questa conclusione dopo aver osservato 850 anni di storia. Ogni ciclo, che terminava e perdurava con l’inverno, ossia il punto più basso e depresso del periodo in esame, terminava con un conflitto su larga scala; da lì ripartiva la primavera, l’estate e poi l’autunno. Quindi la primavera era la ripresa dell’espansione economica, estate ed autunno rappresentano il mantenimento dei livelli di ricchezza e l’inverno coincideva con la discesa ed il perdurare di contrazione e depressione economica.
I tracciamenti degli spostamenti della ricchezza, misurati con lo strumento monetario, ci indicano chi ha interesse a riposizionarsi economicamente e a discapito di chi. Le riserve valutarie ci aiutano. Chi ha goduto di un’espansione, nonostante ci si trovi globalmente nella fase invernale (i segni sono, per esempio, diminuzione dl potere d’acquisto, polarizzazione della ricchezza, aumento generalizzato delle imposte e della pressione fiscale ecc.), è tutta l’area euro. Francia(1), Germania(2), Spagna(3) ed Italia(4) hanno visto aumentare le proprie riserve valutarie (ossia i prigionieri economici). Menzione a parte va fatta per il Regno Unito(5) che, a differenza di quanto pensato dai catastrofisti europeisti, da quando è uscita con la Brexit, ha rafforzato la detenzione di riserve valutarie. Questa è la chiara volontà di voler tornare a svolgere un ruolo egemone in Europa il cui mercato unico rappresenta un vero e proprio ostacolo.
Ma chi vuole veramente la guerra in Europa sono proprio gli USA(6) Non a caso l’ex ambasciatore francese Gérard Araud di recente ha rilasciato una dichiarazione:
<“ordine basato sulle regole” degli Stati Uniti significa dominio occidentale avviene violando il diritto internazionale.
L’ex ambasciatore francese Gérard Araud ha criticato Washington per aver violato frequentemente il diritto internazionale e ha affermato che il suo cosiddetto “ordine basato sulle regole” è un ingiusto “ordine occidentale” basato sull ‘“egemonia”.
Ha condannato la nuova guerra fredda contro la Cina, chiedendo invece compromessi reciproci.
L’ex ambasciatore francese negli Stati Uniti, Gérard Araud, ha criticato pubblicamente Washington, dicendo che viola spesso il diritto internazionale e che il suo cosiddetto “ordine basato sulle regole” è in realtà un “ordine occidentale ingiusto.”
L’alto diplomatico francese ha avvertito che gli Stati Uniti sono impegnati in una “guerra economica” contro la Cina e che l’Europa è preoccupata per la “politica di contenimento” di Washington, perché molti paesi europei non vogliono essere costretti a “scegliere un campo” in una nuova guerra fredda.
Araud ha condannato i diplomatici statunitensi per aver insistito sul fatto che Washington deve sempre essere il “leader “del mondo, e ha sottolineato che l’Occidente dovrebbe lavorare con gli altri paesi del Sud del mondo,” su base di parità“, al fine” di trovare un compromesso con i nostri interessi.”
Ha messo in guardia dal fare richieste “massimaliste”, “semplicemente cercando di mantenere l’egemonia occidentale.”
Araud ha fatto queste osservazioni in una tavola rotonda del 14 novembre dal titolo “L’America è pronta per un mondo multipolare?”, ospitato dal Quincy Institute for Responsible Statecraft, un think tank di Washington, DC che sostiene una politica estera più contenuta e meno bellicosa.
Le credenziali di Gérard Araud difficilmente potrebbero essere più elitarie.
Diplomatico francese in pensione, è stato ambasciatore del paese negli Stati Uniti dal 2014 al 2019.
Dal 2009 al 2014 è stato rappresentante di Parigi presso le Nazioni Unite.
In precedenza, Araud è stato ambasciatore della Francia in Israele e in precedenza ha lavorato con la NATO.
È stato anche nominato “senior distinguished fellow” presso il Consiglio Atlantico, il think tank notoriamente belligerante della NATO a Washington.
Questo sfondo dal sangue blu rende ancora più importanti i commenti franchi di Araud, in quanto riflettono i sentimenti di un segmento della classe dirigente francese e della classe politica europea, che è a disagio con il dominio unipolare di Washington e vuole che il potere sia più decentralizzato nel mondo.>
L’elettroencefalogramma delle cui riserve valutarie è piatto dal 2015. Ecco perché l’Europa Unita non la vuole mica tanto, questa guerra! Non ha nessuna convenienza a fare una guerra, alla Russia o al fianco dell’Ucraina poco importa; a meno che non vogliano impossessarsi, a buon mercato, dei pozzi della Russia. Se non saremo tirati dalla giacchetta o da falsi pretesti creati ad arte (Colin Powell e CIA docet), continueremo a vendere armi e a dispensare pacche sulla spalla all’Ucraina. Infatti, ci hanno detto nei loro slogan che l’Europa Unita affonda la sua costituzione nelle “comuni radici cristiane”. Ed è per questo che “raddoppieremo il contributo dell’European Peace Facility”? Ossia raddoppieremo il contributo allo strumento europeo per la pace raddoppiando il contributo all’Ucraina invasa per facilitarla nell’acquisto delle nostre armi. Gli antichi romani dicevano “si vis pacem para bellum” ma Qualcuno, duemila e rotti anni fa ce l’ha raccontata in un altro modo; “si vis pacem para pacem”.
Quindi, le comuni radici cristiane dove sono andate a finire? Ce lo spiega con il suo “Spirito del capitalismo” o meglio in “Sull’etica protestante e lo spirito del capitalismo” Max Weber. Secondo Weber, l’uomo moderno, incasellato logicamente nella parcellizzazione della produzione in modo organizzato e proteso a massimizzare profitti con il minimo sforzo, è contrastato nell’animo dal desiderio di autoassolversi dal giudizio di Dio a lui sconosciuto ed imperscrutabile. Esigenza nata dalla necessità di discostare il disincanto del mondo dal mondo della “magia”. Secondo il cristiano protestante l’indeterminabilità, a priori, di conoscere il giudizio definitivo di Dio è data indirettamente dalla capacità di saper accumulare ricchezza nel mondo terreno, come fosse un segno divino indiretto. Come se Dio riconoscesse il ben fatto attraverso la capacità di accumulare capitali e patrimonio su questo mondo. Secondo il protestantesimo, se l’uomo accumula capitali è assolto e si auto assolve dai suoi peccati.
Non è un caso che ai Paesi cattolici romani fu dato il nome di PIIGS. Si, perché nel sud d’Europa è ancora forte il richiamo delle parole evangeliche “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio”. “Le comuni radici cristiane” sprofondano davanti a queste differenze che sono sostanziali non in quanto dettate da motivazioni religiose ma proprio perché hanno modellato differentemente le due culture.
In questo momento l’Europa Unita, che politicamente non esiste ma che basa i presupposti della sua esistenza solo su motivazioni economiche, è a trazione protestante e Weber ci dice che possiamo autoassolverci perché la ricchezza è un segno che Dio ci ama, e se questa ricchezza proviene dalla vendita delle armi non è un problema.
Con buona pace dei vili affaristi legati anche loro all’etica protestante, ovviamente, non a mio nome.
Prendiamo atto di appartenere ad uno schieramento, al patto Atlantico, ma non possiamo accettare pretesti che giustifichino l’uccisione di chicchessia. I doveri di noi esseri umani e Cristiani è quello di mostrare responsabilità verso l’anima del proprio fratello e rispetto della vita del nostro simile; con il nostro operato non dobbiamo indurre il prossimo a cadere nel peccato e nell’errore. In questo caso le anime perse sarebbero due: chi uccide e chi arma la mano per uccidere.
Il problema è sempre lì. Chi è il proprietario dello strumento monetario? Dobbiamo prendere atto che in presenza della moneta debito l’economia che ne deriva non può che essere di natura predatrice e che ciclicamente questo stato di cose porta inevitabilmente allo scontro. Auriti sosteneva che le rivoluzioni si fanno in punta di diritto e che il diritto non fonda i propri principi sulla violenza perché “non è che se ti do un pugno di più, ho ragione”.

22/03/2022, Massimiliano Scorrano
(1) Francia – Riserve valutarie
(2) Germania – Riserve valutarie
(3) Spagna – Riserve valutarie
(4) Italia – Riserve valutarie
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