Dicono che il debito pubblico sia esploso dopo “il divorzio dell’81” “perché prima c’avevàmo la Lira sovrana e grazie a quella il debbbito non aumentava perché stampavàmo”, dicono.
Correva l’anno 1981, luglio per la precisone. Ma allora perché nel 1977 fu introdotta la norma che prevedeva il versamento dell’acconto delle imposte? Si introduceva, con quella legge il principio della tassazione in previsione dei redditi futuri, la tassa della sfera di cristallo, la tassa della preveggenza. Infatti, con la Legge 23 marzo 1977 n. 97, all’articolo 1, veniva prevista la misura del 75% da versare in acconto entro il mese di novembre (IRE poi divenuta IRPEF), da calcolare sulle imposte versate l’anno precedente. Poi, con successive variazioni della legge principale, sono stati introdotti acconti anche per l’IRAP(ex ILOR), IRES (ex IRPEG). Siamo arrivati a versare fino al 101,50% dell’IRES ed il 100% dell’IRPEF, in seguito ritoccate in leggero ribasso.
La finanziaria del 1991 introduceva l’acconto nella misura dell’88% dell’IVA da versare entro il 27 dicembre di ogni anno. La legge che la introduceva era l’art. 6 della L. 29 dicembre 1990, n. 405. L’IVA è stata introdotta, però, nell’anno 1972. Sostituiva l’IGE (Imposta Generale sulle Entrate) La legge istitutiva dell’I.V.A. è il D.P.R. n°633 del 26/10/72.
L’IVA consta di svariate aliquote ma quella di riferimento è l’aliquota ordinaria (attuale 22%). Inizialmente era posta al 12% (01/01/1973) ma fino al 1981 ha subito cinque variazioni arrivando al 15% come anche quelle ridotte.
Ma niente niente eravamo con l’acqua alla gola “pe corpa da corruzzzzione e dell’evazzzzzione” anche a quei tempi?
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